per la TV il destino è rich o light

Aprile 28, 2005 on 12:35 pm | In Tecnologia | 18 Comments

di Michele Mezza

La televisione si divide fra Rich e Llight

Grandi Schermi, piccolo camere, e sistemi automatizzati. E’ questa la formula con cui Sony torna all’attacco del mercato televisivo. E lo fa, come sempre, cercando di imporre una filosofia, una vision, del nuovo modo di intendere la TV.

Tre sono I prodotti leaders che presenta la casa Giapponese:

La nuova telecamera HDV, una piccolo terribile che a soli 4000 euro assicura una qualita’ broadcasting anche in alta definizione;

Lo schermo extra large a 72 pollici, con retroproiettore a led.Una vera parete audiovisiva chef a sembrare il vecchio Home Theatre poco piu’ di un video citofono;

Il sistema di produzione e post produzione Tv automatizzato Sonapse, che adegua il vecchio sistema sperimentato con RaiNews 24, accelerando tutte le funzioni di cattura, archiviazione, montaggio e messa in onda.

Si tratta di tre soluzioni che modificano strutturalmente la vecchia cultura del broadcaster.

La telecamera HDV, per la sua maneggevolezza, poco piu’ grande della DiViCam commerciale, e per il suo costo da mercato di massa , indurra’ un nuovo linguaggio televisivo, dove ripresa e contenuto editoriale dovranno necessariamente identificarsi, e dove la velocita’ del movimento diventera’ anche ritmo narrative. E’ una telecamera per le Iene, dicono alla stand Sony, riferendosi allo stile incalzante della trasmissione di Italia 1.

Il sistema Sonapse , per certi versi, ha un impatto ancora piu’ esteso sulla struttura produttiva della TV, in particolare sul ciclo delle News. Il sistema infatti permette ad un solo soggetto di gestire l’intero circuito produttivo della notizia, dalla sua cattura, con fonti proprie o dalla rete,alla sua edizione, con un montaggio reso tutto in linguaggio Windows, e la messa in onda che sempre di piu’ appare una funzione tipica dell’autore e non piu’ mediate dal regista.

Infine l’oggetto piu’ appariscente, il mega schermo a 72 pollici.Quest’ oggetto, che oggi costa circa 6000 euro e che gia’ fra due anni dovrebbe scendere a 2000, e’ considerato il traghetto vero verso la Tv ad alta definizione. Siamo infatti ad uno schermo che propone in tutto la suggestione cinematografica e che per essere valorizzato pretende non solo produzioni in HD ma anche il Massimo dell’alta definizione, quella a 1080 righe, adottata appunto dalla Sony.

I tre prodotti , combinati fra loro, ci parlano di un nuovo mondo televisivo. Un mondo dove si produce ad alta definizione e a bassi costi, dove si semplifica la macchina industriale del broadcaster, rendendola accessibile per nuovi soggetti esterni al mercato tradizionale; e dove ,pero’, si alzano I livelli di fruizioni, imponendo standard distributivi molto elevati. Insomma una televisione a due velocita’, ci reassume Walter Flussi, il capo della Sony Italia. Una televisione che si divide in due settori: rich e light. La Tv leggera, continua Flussi, e’ quella delle news, dei servizi locali, delle produzioni territoriali, della formazione e dell’attualita’, diciamo la Tv del tempo sociale. Questa e’ una televisione che si aprira’ sempre piu’ a nuovi protagonisti, e che calamitera’, prevalentemente, I broadcasting nazionali. Poi si immagina un secondo livello, quello Rich, la Tv del tempo libero, la grande televisione d’ intrattenimento, che dovra’ essere spettacolare e perfetta, grandi immagini, grandi emozioni, grandi schermi, il tutto possibilmente in diretta. E’ la Tv dei film, dello sport, degli eventi globali. Una Tv, aggiungiamo noi di pochi grandi player internazionali. Fra Rich e light dovremo capire come collocarci come colonia europea.

dal Nab un messaggio di guerra

Aprile 28, 2005 on 12:26 pm | In Tecnologia | 62 Comments

di Michele Mezza

Come sempre il Nab rende visibile la tendenza vincente del momento e offer una bussola per decifrare i processi del futuro.
Sulla stretta attualita’ , mi pare, che a Las vegas sia stata ratificata la completa transizione della filiera televisiva sul protocollo IP, ossia nel contesto Internet. Diciamo che si considera conclusa l’evoluzione del sistema industriale del broadcasting che ormai si assesta tutto nel nuovo ambiente del web: Internet diventa la fabbrica e non piu’ la vetrina della televisione.

Tutti I grandi marchi dell’industria televisiva hanno presentato infatti sistemi e processi di produzione e distribuzione tutti Internet Integrated.

Questo significa una completa riclassificazione del modello produttivo del sistema televisivo: nuova procedura, nuove figure professionali, nuovi sistemi di business. Il driver di questo processo e’ la possibilita’ di produrre un singolo contenuto e poi di declinarlo su ogni qualsivoglia piattaforma. Grazie a questa soluzione il digitale diventa realmente un’economia di scala e non un tassa insopportabile come diventa in Italia.

Basta vedere i prodotti presentati da Sony,Panasonic, Microsoft, Apple, Avid. Sono tutti incredibilmente improntati ad un unico modello di workflow che la Sony identifica-bonta’ sua- con la pionieristica esperienza di Rainews24. Si tratta di identificare, in sostanza, un luogo unico per concentrare tutti I flussi di entrata nella redazione, luogo che non puo’ non essere un ambiente internet perche’ e’ dalla rete che verranno, in maniera sempre piu’ alluvianale I contenuti news.

Il filo conduttore di tutti I ragionamente colti a Las vegas e’ che ogni riforma di un sistema audiovisivo non puo’ prescindere da una radicale riconfigurazione del suo modello produttivo . Un modello che, almeno per quanto riguarda le news, ma non solo, riallinei su un unico percorso produttivo la molteplicita’ dei giornalistici, in virtu’ di una piena ottimizzazione dell a fase di acquisizione, archiviazione ed edizione dei contenuti che arrivano nei piu’ diversi formati.

Se non affrontiamo questo scoglio quando ad esempio si parla di riforma della RAI, rischiamo di disegnare castelli in aria, dove concetti quail :divisione contabile, separazione di missione, specializzazione produttive, diventano solo metaforiche suggestioni se non scontano una sostituzione del modello a canne d’organo, dove ognuno fa tutto per conto suo, in una strutttura integrate attorno al news gatering centrale.

Il secondo punto che emerge da Las Vegas, e che riguarda invece una visione piu’ strategica investe proprio l’idea di televisione al tempo del digitale. I due corni del ragionamento sono rappresentati dal modello Sony e dal Modello Microsoft.

In sostanza Sony e’ venuta a presentare una serie di soluzioni ( nuova telecamera in alta definizione dal ridicolo costo di 4000 euro, nuovo sistema produttivo Sonapse integrato, nuovo schermo a 72 pollici con definizione cinematografica che fra due anni costera’ non piu’ di 1800 euro) che presuppone una televisione che loro definiscono Rich: una televisione di grande e spettacolare intrattenimento dove l’alta definizione diverra’ una pretesa sociale , e dove I sistemi utente, come appunto I grandi schermi, imporrano grandi e costosissime produzioni ( film, sport, eventi in real time).Diciamo questa e’ la TV del tempo libero che sara’ preda di tre o quattro gruppi a livello mondiale. Sul versante opposto Microsoft propone il modello Light, la televisione sempre piu’ leggera, legata alla velocita’ e alla stretta attualita’, la Tv del tempo sociale, una televisione di informazione continua, di servizi, di narrazioni locali, questa sara’ ancora la TV nazione.

Si tratta di capire dove collocare Rai, sapendo che dobbiamo dare al servizio pubblico un campo operative dove sia credibile acquisire un primate: un servizio pubblico che non sia leader in almeno un settore non regge.Credo che questa discussione possa aiutarci a sciogliere I nodi che abbiamo davanti, rimuovendo rigidita’ corporative e provincialismi culturali.

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