Un laptop da 100 $

Agosto 2, 2005 on 5:46 pm | In Politica, Tecnologia | 2 Comments

di Rocco Pellegrini
C’è una bella iniziativa del MIT che potrebbe cambiare radicalmente il modo di fare educazione dei ragazzi di tutto il mondo.
Il personal computer è tale perché appartiene ad una persona che lo usa in tutti i sensi come uno strumento per la propria crescita, una bicicletta per la mente.
Chi ne ha fatto esperienza sa bene ciò di cui parlo.
Pensate ad Excel che ormai è un vecchio arnese: bisognava essere ingegneri per poter pensare di usare qualcuna delle centinaia di fornule disponibili in un foglio di calcolo.
Quando eravamo piccoli la scuola cominciava con un quaderno a righe, un quaderno a quadretti, una matita, una penna ed un primo libro: era questo il materiale didattico di allora.
Anche adesso si può cominciare così, ma presto, molto presto bisogna passare al personal computer.
La vecchia aula didattica nella quale si fa qualche esperienza di informatica, spesso condotta da un insegnate reticente, ha fatto ormai il suo tempo: bisogna cambiare approccio. Il computer deve diventare fin dall’inizio del percorso didattico lo strumento centrale per la formazione di ogni cittadino del mondo.
Questa sarebbe la più grande rivoluzione della didattica di ogni tempo e lo si capisce da soli senza tante spiegazioni perché è così.
L’unico ostacolo che ci separa da questo obiettivo è il costo di un computer che ancora oscilla intorno ai 1.000 $.
Ma ecco il progetto del MIT che cerca di mettere le ali ottimizzando le risorse, oggi, disponibili.
Chi sa l’inglese potrà leggere una breve intervista a Negroponte.
Mettendo insieme Linux, una certa massa critica che abbatte i costi, è possibile produrre un laptop, un portatile che costi 100 $.
Sarebbe bene che il nostro ministero della pubblica istruzione aderisse a tutto vantaggio dei nostri ragazzi.
Non si tratterebbe di una spesa enorme, inferiore ai sussidi spesi per il digitale terrestre.
Naturalmente il MIT non pensa a mettersi sul mercato per farlo crollare, per così dire alla cinese, ma pensa ad accordi coi governi, con quei governi che adottano l’idea di un computer per un ragazzo.
L’idea è pensata per il terzo ed il quarto mondo ed al momento si sono impegnati nel gioco Cina ed India, ma, come spesso succede in questo tempo di grandi cambiamenti, qualora fosse attuata sarebbe in grado di offrire un vantaggio competitivo, enorme a chi ne fosse partecipe.
Altro che libri di testo ordinabili su Internet, signora Moratti.
Il tempo stringe e nuove opportunità si aprono per chi sarà in grado di afferrarle.

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